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ROMA

Nessuna città della Terra può vantare un patrimonio storico, artistico e culturale ricco come quello che si trova a Roma.
Roma non è soltanto la capitale d'Italia, ma è una città antichissima che nel periodo del suo massimo splendore è stata la capitale di tutto il mondo conosciuto, tanto da essere definita "caput mundi", appunto, "capitale del mondo".
Nel centro di Roma si trova lo Stato Pontificio, detto anche Vaticano, sede del papa e centro del Cattolicesimo, la religione per lungo tempo più diffusa in Europa ed ancora oggi una delle più praticate al mondo.
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Per questa serie di ragioni Roma, nel corso dei secoli, ha influenzato in maniera significativa tutta la cultura occidentale, basti pensare all'alfabeto ed alle lingue romanze, che derivano tutte dal latino, la lingua degli antichi romani.

Roma è una città che trasuda storia, arte e cultura. Monumenti, piazze, fontane, scavi archeologici, palazzi storici, musei, ponti e via discorrendo, si incontrano ad ogni angolo della città ed i turisti non possono fare altro che lasciarsi conquistare dalla generosità con cui Roma offre i propri tesori.

Sull'origine del nome, le versioni più accreditate sono due. La prima lo fa risalire alla parola etrusca "ruma", che significa mammella, e potrebbe quindi riferirsi o al mito di Romolo e Remo allattati dalla lupa, oppure alla conformazione della zona collinare del Palatino e dell'Aventino.
La seconda versione sull'origine del nome, ritiene invece che "Roma" sia una derivazione della parola "Rumon" o "Rumen", nome arcaico del Tevere, e quindi Roma significherebbe "città del fiume".

LE ORIGINI E LA STORIA DI ROMA
Alcuni ritrovamenti archeologici testimoniano che i primi insediamenti sulle sponde del Tevere risalgono alla fine del IX secolo AC, ma la tradizione vuole che Roma sia stata fondata tra il 753 ed il 754 AC, da Romolo e Remo. La posizione geografica favorì in modo significativo il rapido sviluppo del nucleo originario nel periodo dei 7 re di Roma. E' in quel periodo, infatti, che si forma quel gruppo di amministratori politici saggi ed evoluti e che portano alla trasformazione della monarchia in repubblica (509 AC), rompendo definitivamente con il passato e con la cultura etrusca.

Dopo circa un secolo, Roma dominava tutta la regione corrispondente all'attuale Lazio e, dopo la parentesi dell'invasione subita da parte dei Galli, nel 390 AC, iniziò ad espandere i propri confini in maniera costante ed ininterrotta per tutto il secolo successivo. Alla fine del III sec. AC Roma aveva occupato tutta la penisola italiana e, qualche decennio più tardi, con la fine delle guerre puniche contro Cartagine, i confini di Roma si estendevano lungo l'intero bacino del mediterraneo.

Terminate le guerre per il dominio sul Mediterraneo, a Roma si svilupparono dei contrasti interni che, inizialmente, vertevano su due punti: sulla questione del diritto di cittadinanza, che, di fatto, escludeva gli alleati italici di Roma dalla spartizione dei bottini di guerra, e sulla questione agraria sollevata dalla plebe e che chiedeva la limitazione della proprietà terriera e la redistribuzione delle terre pubbliche.
Questi contrasti, tuttavia, degenerarono in lotte intestine per il potere e gli anni tra il 130 ed il 70 AC furono caratterizzati da continue congiure e colpi di stato.

In questo periodo di intense contrapposizioni interne iniziò ad emergere il carisma ed il pragmatismo di Gaio Giulia Cesare, che nel 59 AC, dopo aver stretto un'alleanza con Pompeo e Crasso (il primo triumvirato) ottenne il consolato ed il comando militare dell'Italia settentrionale e della Gallia. Alla morte di Crasso, gli equilibri all'interno dell'alleanza con Pompeo si ruppero irreparabilmente. Cesare, che durante la permanenza in Gallia ed Italia settentrionale si era creato una larghissima base di potere, nel giro di pochi anni sconfisse Pompeo e fu nominato dittatore a vita.

Pur accentrando a sé molti poteri e limitando quelli del senato, Cesare condusse una politica oculata e per certi versi anche democratica. Nei territori acquisiti, infatti, furono distribuite terre ai veterani ed il senato, fino allora appannaggio solo dei cittadini romani, fu aperto anche ai provinciali.

Nel periodo della dittatura di Cesare, Roma conquistò la Gallia ed estese i propri domini fino all'oceano Atlantico, invase per la prima volta la Britannia e la Germania ed annetté Spagna, Grecia, Egitto, Ponto ed Africa. Era, di fatto, nato l'impero Romano.

Tra le lotte di potere che si scatenarono dopo la morte di Cesare, avvenuta nel 44 AC, prevalsero le figure di Antonio, un luogotenente di Cesare, Ottaviano, figlio adottivo ed erede di Cesare e Marco Emilio Lepido, console di Cesare. Questi tre personaggi strinsero un accordo (il secondo triumvirato) per la gestione del potere. Il secondo triumvirato finì il 31 AC allorquando Lepido, entrò in contrasto con Ottaviano e si ritirò a vita privata, ma soprattutto quando Ottaviano piegò con la forza il desiderio di Antonio di trasformare l'impero in una monarchia di tipo orientale.

Ottaviano rimase l'unico padrone dell'Impero e ne iniziò la riorganizzazione su basi monarchiche. Nel 27 AC, il senato lo nominò Imperatore e gli attribuì il titolo di "Augusto", titolo che fu poi utilizzato per tutti gli imperatori che gli succedettero.

La politica di Augusto non fu mai di tipo espansionistico e tutte le campagne militari ebbero il solo scopo di stabilizzare e consolidare i confini dell'impero romano.

Nel periodo imperiale, Roma vide un grande sviluppo urbanistico. E', infatti, in quest'epoca che vengono costruiti i grandi edifici pubblici, i templi, le strade consolari, i ponti e gli acquedotti. Molte di queste strutture sono ancora oggi funzionanti e correntemente utilizzate. I successori di Augusto proseguirono ad edificare grandi opere a testimonianza del periodo di grande splendore che visse l'impero romano a cavallo tra il I secolo AC ed il I secolo DC.

Nel 192 DC, dopo la morte dell'imperatore Commodo, si apre una nuova era dell'impero. Gli imperatori detengono il potere assoluto, il senato viene esautorato, l'esercito è alla base del potere politico ed il Cristianesimo inizia a diventare un culto ampiamente diffuso. Nel III secolo DC la comunità cristiana aveva assunto una dimensione tale da diventare la prima comunità dell'Italia e dell'Africa latinizzata. Gli imperatori impauriti dalla forza e dalla capillare diffusione presso tutte le classi sociali di questa religione, iniziarono a perseguitare i cristiani.

Sempre nel III secolo DC, la classe dominante torna ad essere quella dei proprietari terrieri, provenienti soprattutto dall'esercito e non dall'aristocrazia, come avveniva un tempo. Questo nuovo ceto, in cui i Barbari erano decisamente i più numerosi, costituì la base sociale degli imperatori del terzo e quarto secolo, che furono tutti di origine barbarica. E' in questo periodo che inizia il declino di Roma.

L'imperatore Diocleziano, decise di spostare la capitale dell'impero a Nicomedia, poiché questa città era più vicina alle zone minacciate dai Barbari. Inoltre, rendendosi conto dell'impossibilità da parte sua di controllare tutto l'impero, nominò un nuovo imperatore, Massimiano, a cui venne affidato la zona occidentale dell'impero romano e la cui capitale fu individuata in Milano. I due imperatori impegnatissimi a fronteggiare la difficile situazione sia sul fronte interno sia su quello esterno, nominarono due "Cesari", cioè due persone con il compito di aiutare gli imperatori.

Dopo la morte di Diocleziano e dopo un periodo di guerre civili, divenne imperatore Costantino, il quale, nel 312 DC, riuscì nell'impresa di riunificare l'intero impero romano. Una delle motivazioni che favorirono il successo di Costantino, fu il riconoscimento e la legalizzazione del Cristianesimo.

Una delle decisioni più importanti prese da Costantino fu quella di trasferire la capitale a Bisanzio, spostando definitivamente verso Oriente il centro di gravità dell'impero e sancendo di fatto il declino di Roma.

Dopo la morte di Costantino, ci furono nuovamente scontri per la successione e vari imperatori si alternarono senza modificare gli assetti geo-politici dell'impero.

Bisogna attendere la morte dell'imperatore Teodosio, nel 395 DC, i cui figli si spartirono l'impero dividendolo definitivamente in impero romano d'Oriente ed impero romano d'Occidente. Nel 402 DC, la capitale dell'impero romano d'Occidente fu trasferita a Ravenna.

La fine dell'impero romano d'occidente è datata 476 DC, allorquando il re barbarico Odoacre, depose l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augustolo, e governò con il titolo di "res gentium".

Roma, dopo la caduta dell'impero d'Occidente era ridotta a poco più di trentamila abitanti. La sua importanza era marginale e finì per godere di una certa autonomia di cui, nel VII secolo approfittò il papa Gregorio Magno, per farne il centro della cristianità e sede del potere temporale, sulla base delle donazioni dei territori di Ninfa e Norma ricevute da Costantino V nel 743.

La posizione del papa, quale unico ed indiscusso rappresentante della cristianità latina e grazie ai successi nelle crociate, andava notevolmente rafforzandosi. Roma trasse un notevole beneficio da questa situazione e conobbe di un periodo di grande prosperità.

Il trasferimento della sede papale ad Avignone, avvenuta nel 1309 diede un chiaro segno dello stretto legame esistente tra il destino del papa e quello di Roma che, in questo periodo viene straziata dalla rivalità tra i Colonna e gli Orsini, le famiglie più potenti di Roma e dal successivo tentativo (fallito) di Cola di Rienzo di costituire un governo di stampo popolare.

Nel 1377 il papa Gregorio XI riportò la sede papale a Roma e nel 1420 fu dichiarata ufficialmente capitale delle Stato Pontificio dal papa Martino V, aprendo un periodo di grande stabilità che si protrasse per i due secoli successivi.

Nel 1798, i Francesi, dopo aver rotto i rapporti con lo Stato Pontificio, occuparono la città e dichiararono la Repubblica Romana. Dopo circa due anni di occupazione, i Francesi furono scacciati dai Borboni, che sostenevano il Papa.

Tuttavia le ideologie rivoluzionarie, liberali e patriottiche che stavano sconvolgendo l'Europa, penetrarono anche a Roma e fu dichiarata nuovamente la Repubblica Romana. Il papa Pio IX dovette rifugiarsi a Gaeta. Napoleone III, per ingraziarsi i cattolici francesi, inviò le sue truppe in soccorso del papa. La nuova Repubblica Romana, dopo un'eroica resistenza, dovette cedere le armi pochi giorni dopo..

Questo episodio, tuttavia aveva aperto una questione romana, poiché appariva evidente l'incompatibilità tra il potere temporale del papa e la necessità di unità nazionale italiana. Il Piemonte aveva annesso la quasi totalità del territorio italiano, ed il primo ministro, Cavour, non aveva esitato a proclamare il Regno d'Italia con Roma capitale, ma non poteva andare oltre dato che il papa godeva della protezione dei Francesi di Napoleone III.

La sconfitta dei Francesi ad opera dei Prussiani spianò la strada al Regno d'Italia e nel 1870, dopo una serie di trattative infruttuose con il papa Pio IX, i bersaglieri del generale Cadorna entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia. Il generale Kanzler, capo delle truppe pontificie consegnò Roma a Cadorna, ad eccezione del Vaticano.

La questione romana fu definitivamente conclusa nel 1929 allorché tra la Santa Sede ed il Regno d'Italia furono stipulati i Patti Lateranensi che sancivano lo stato sovrano di Città del Vaticano ed il riconoscimento del Regno d'Italia con Roma capitale da parte del Vaticano.



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