Come diventare traduttori giurati

Nel corso degli ultimi anni, la traduzione giurata sta acquisendo un’importanza sempre più rilevante grazie alla crescita del commercio internazionale, ai fenomeni migratori e all’incremento del turismo.

Ma di cosa si tratta?

La traduzione giurata è generalmente riconosciuta come la traduzione ufficialmente accettata di un documento legale o di qualsiasi testo che deve essere validato in una situazione formale, come certificati di nascita, certificati accademici, contratti, bilanci, sentenze o dichiarazioni legali.

Le traduzioni giurate sono quindi imprescindibili quando una traduzione deve essere utilizzata per scopi amministrativi o requisiti governativi. Non ci sono regole fisse per quanto riguarda le traduzioni giurate, poiché ogni Paese ha i propri requisiti e l’Italia non fa eccezione. Qui riassumiamo il percorso da intraprendere per chi desidera affermarsi in questo ruolo.

Gli studi per diventare traduttori giurati

In Italia c’è un iter preciso per diventare traduttori giurati, pur non esistendo un albo dei traduttori giurati a differenza di altre professioni. Ciò che conferisce valore legale alla traduzione è, come suggerisce il nome, il giuramento che il traduttore deve fare in tribunale, davanti al giudice di pace o presso il notaio.

Dovendo dunque lavorare all’interno di un tribunale, il traduttore giurato dovrà essere necessariamente iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio. In questo modo potrà affiancare il giudice nello svolgimento delle attività di traduzione.

L’iscrizione all’albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio

Per sapere cosa è richiesto per l’iscrizione all’albo dei CTU, è necessario innanzitutto informarsi presso il Tribunale al quale si vuole fare richiesti.

Nella maggior parte dei casi, è richiesta l’iscrizione alla Camera di Commercio come esperto per le proprie lingue di competenza, che verifica tutte le credenziali per essere accettati come consulenti, sia dal punto di vista delle conoscenze tecnico-linguistiche che dal punto di vista legale.

Sarà quindi necessario essere in possesso di un titolo di studi, preferibilmente in Traduzione e interpretariato o mediazione linguistica, e di una corposa documentazione riguardante i lavori svolti, oltre al curriculum, nella lingua in oggetto.

È richiesto anche il certificato penale, affinché il Tribunale possa verificare che non vi siano state condanne o carichi pendenti.

L’esame di Abilitazione

A questo punto la Camera di Commercio passa alla verifica delle competenze del candidato attraverso l’esame di abilitazione, che viene tenuto da un docente di lingua straniera.

Una volta ottenuta l’idoneità, viene richiesto il pagamento della tassa di iscrizione prevista per l’inserimento ufficiale nell’Albo, lista che solitamente è consultabile anche online. La tassa è di €168 una tantum, anche se presso alcuni Tribunali l’iscrizione va rinnovata ogni anno.

Ora il traduttore giurato può lavorare nella cancelleria, ed essere contattato direttamente dal tribunale, ma può essere anche contattato da privati e aziende per esigenze di traduzione o consulenza.

Importante è anche sottolineare che il valore legale delle traduzioni giurate è riconosciuto a prescindere da quale sia il tribunale italiano presso cui esse vengono ufficializzate.

Tutti i tribunali delle città italiane possono avere traduttori giurati iscritti all’Albo, ma non sempre possono offrire tutte le lingue necessarie, motivo per cui ci si rivolge spesso ad agenzie di traduzione o a traduttori giurati esterni.

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